Negozi Specializzati Glutenfree, Farmacie, Aziende Artigianali e Celiaci alla ricerca della qualità. Che sta succedendo?

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Per quale motivo è sparito il comunicato stampa dell’AIC che annunciava l’approvazione del decreto con le riduzioni del 19% per i celiaci?

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A cura di Pierpaolo Guadalupi

Il Comunicato stampa AIC della scorsa settimana, dopo le numerose critiche e lamentele provenienti dall’intero settore, è sparito improvvisamente dal sito ufficiale ed è stato sostituito con questa breve comunicazione.

Sfortunatamente per loro, lo abbiamo salvato noi in PDF e potete rileggerlo da qui. E a tal proposito abbiamo una notizia per l’Associazione Italiana Celiachia.

Da circa 24 mesi Celiachia Project  è seguito da oltre 46.769 utenti. Come potete verificare da questo grafico siamo in piena e costante espansione. Siamo in tanti e questo vuol dire che avete il dovere di ascoltarci prima di agire.

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Perché i celiaci hanno diritto all’erogazione dei buoni per l’acquisto dei prodotti alimentari?

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Cari signori,  lo diciamo una volta per tutte così Ve lo segnate!!! “Siamo in uno Stato di diritto, paghiamo le tasse per avere in cambio dei servizi. E i cittadini, a seconda delle necessità, richiedono un supporto in base alle esigenze”.

“Ed è per questo che noi celiaci percepiamo i buoni ASL come, ad esempio, gli studenti fuori sede beneficiano di borse di studio con fondi messi a disposizione dallo Stato.

Ed ancora, cari signori, vi diciamo una volta per tutte anche un’altra cosa fondamentale: “l’alimentazione senza glutine è l’unica terapia esistente per la cura di una condizione riconosciuta dalla legge come Malattia Sociale”. 

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La Celiachia non è più considerata una malattia rara. “E’ vero che I celiaci diagnosticati diventano sempre di più”?

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Nel 2016 un totale di 16.000 cittadini hanno saputo di avere questo problema, 5mila in più rispetto all’anno precedente. In Italia ci sono 198.427 celiaci (di cui i 2/3 sono donne). Dati presi dall’articolo riportato su corriere.it

Dire che il numero di celiaci è in forte espansione è una colossale bugia. Una piccola crescita del 9% negli ultimi 2 anni si è avuta per un semplice motivo.

E’ aumentato il livello di informazione e sono migliorate e velocizzate le procedure per la diagnosi della malattia. Nonostante questo, l’incremento rimane molto basso. Inoltre, non è assolutamente vero che i prezzi sono diminuiti.

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Le aziende, nel mercato della Celiachia, aumentano a vista d’occhio ed i prezzi dovrebbero diminuire drasticamente. E’ realmente così?

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Assolutamente no. i prezzi aumentano per un motivo molto semplice. L’offerta commerciale cresce notevolmente con la presenza sempre più massiccia delle aziende artigianali. I prodotti sono fatti a mano ed i prezzi sono più alti.

In ribasso ci sono esclusivamente i prodotti delle aziende industriali. Ed i prodotti delle aziende industriali a basso valore nutrizionale “mangiateli voi!!!”.

Oltre ad avere una malattia irreversibile, gestibile solo con una cura perenne ed anche psicologicamente difficile da affrontare (per alcuni), non vogliamo avere anche l’incombenza di mangiare prodotti trattati e di scarsa qualità.

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Che volete che sia un ribasso del 19% sui Buoni ASL visto che, secondo il comunicato stampa AIC, faremmo bene a mangiare meno?

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Il fabbisogno calorico è soggettivo. E basta vivere sul campo a contatto con i celiaci che si servono all’interno dei Negozi Specializzati glutenfree e dei reparti celiachia nelle Farmacie, per rendersi conto che il buono non basta.

Inoltre è inammissibile una differenza di genere con importi per le donne decisamente inferiori rispetto agli uomini. Bisognerebbe fare l’esatto opposto.

Dovreste aumentare il budget per le donne. I buoni ASL rappresentano in ogni caso un contributo parziale e non esaustivo per i bisogni dei pazienti celiaci diagnosticati. Quanti sono, invece, i celiaci non diagnosticati dal Sistema?

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Quanti sono i celiaci non diagnosticati dal nostro Sistema Sanitario e perchè viene espresso sempre questo dato ?

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Sono 30 anni che sentiamo dire che i celiaci, in totale, rappresentano circa l’1% della popolazione italiana. Fino ad ora però le diagnosi hanno riscontrato un totale che non tocca nemmeno lo 0,32% della popolazione complessiva.

E come abbiamo visto, in uno dei paragrafi precedenti, la crescita dei celiaci che usufruiscono degli incentivi statali sale in maniera poco significativa.

Inoltre, quello della Celiachia è un mercato che “si ripaga da solo” e che non grava minimamente sulla spesa pubblica. Tutte le attività del nostro settore pagano regolarmente le tasse e offrono lavoro a migliaia di dipendenti..

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Cosa succede se viene applicato realmente un ribasso del 19% come annunciato dal comunicato stampa dell’Associazione Italiana Celiachia?

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Per chi conosce il mercato della celiachia nei minimi particolari, sa perfettamente che una manovra di questo genere porterà a disastri irrecuperabili. Il classico effetto domino che colpisce Rivenditori, Aziende e quindi i celiaci.

Il 19% sono esattamente gli utili per i rivenditori che andranno in crisi e non compreranno prodotti artigianali acquistabili solo nel mercato specializzato.

Questo ovviamente sarà il colpo finale anche per i celiaci che chiudono la catena di acquisto. Questi ultimi non troveranno più all’interno degli scaffali i prodotti di qualità delle migliori aziende del nostro settore. That’s it!

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